Nella sala Maggiore del Kulturni center Lojze Bratuž
il Teatro stabile sloveno invita alla rappresentazione teatrale di
REGIA: Franco Però
Adattamento: Robert Azencott
Traduzione: Maja Gal Štromar
Scene e costumi: Andrea Viotti
Musiche: Antonio Di Pofi
Light design: Claudio Coloretti
Aiuto regista: Elena Husu
Consulenza linguistica: Jože Faganel
Foto: Luca Quaia
CON: Jurij Drevenšek, Boris Ostan, Tina Gunzek, Primož Forte
LA VICENDA: Molti temi esistenziali si intrecciano in questo romanzo breve, pubblicato nel 1942 e che esplora i tratti assurdi del rapporto tra l’individuo e la società. La vicenda si svolge ad Algeri. È la storia di Meursault, un impiegato qualunque che dopo la morte della madre intreccia una relazione con una ragazza, Marie. Assieme a lei e all’amico Raymond trascorre una giornata sulla spiaggia assolata. Compaiono due arabi con cui Raymond aveva già avuto screzi per un affare di donne. Quando Raymond si allontana, lascia a Meursault il proprio revolver, per sicurezza. Riappare l’arabo. Accecato dal sole, Meursault lo vede estrarre un coltello e spara. Arrestato, non tenta neppure di difendersi: viene processato e condannato a morte. Meursault non darà mai spiegazioni del gesto, risponderà ad ogni domanda con una logica estranea a quella che la società impone. Come dice Camus “ Meursault si rifiuta di mentire…mentire significa soprattutto dire più della verità e, per quanto riguarda il cuore umano, dire più di quanto si provi…. egli rifiuta di mascherare i suoi sentimenti e subito la società si sente minacciata…”
L’ALLESTIMENTO: L’autore ha scritto questo romanzo contro la pena di morte, senza ampliare la riflessione a questioni di conflitti culturali che potrebbero essere evocati nel lettore moderno. Camus stesso era originario di Algeri e l’ambientazione è principalmente frutto di questo legame. Il regista ha voluto quindi rimanere fedele alle intenzioni dell’originale, senza aggiungere alla ricchezza del testo ulteriori interpretazioni.
In relazione al proprio concetto ha scritto: »Meursault è l’archetipo di molte altre figure letterarie successive. La letteratura del ventesimo secolo è impregnata del senso di vuoto. Lui cerca il senso della vita perchè la sua vita non ha senso. Guarda a tutte le cose dall’esterno, finchè il caso – più che il destino – non lo mette di fronte a una scelta inaspettata. La tragedia inizia quando una persona apatica assume una responsabilità e reagisce con la propria verità, al di fuori di qualsiasi strategia. La verità come unica possibilità lo trasforma in un eroe, il cui comportamento è in contraddizione con le regole della società. Ha scoperto un sentimento ed è pronto a morire per restare fedele a questa rivelazione.«