“SPOMNI SE NAME – RICORDATI DI ME” è, infatti, la terza opera pubblicata da Albatros il Filo per la collezione NuoveVoci – narrativa/STRADE, che riporta alla luce lo scenario del 1947, quando la Seconda guerra mondiale è appena terminata ed il territorio goriziano, teatro di violenti scontri, si ritrova ora diviso in due: da un lato la parte italiana, dall’altro quella jugoslava. A separarle, un muro che attraversa anche la bella piazza Transalpina (chiamata oggi nella parte slovena Trg Evrope), contornato da filo spinato e guardie armate appostate da entrambi i lati. Il “muro” separa la città, sovente senza alcuna considerazione delle famiglie e degli affetti, che ora si trovano chi da una parte e chi dall’altra, impossibilitati a incontrarsi se non con un lasciapassare – che a volte neppure è sufficiente. In questo contesto, però, alcune figure brillano più di altre: sono bambine e donne cresciute all’ombra della cortina, che hanno imparato ad affrontare la vita con tenacia e coraggio. Attraverso questa opera Francesca Sibilla non ha dimenticato la voce che proviene da lontano, quella scandita e ripetuta più volte nel cimitero di Miren: ricordati di me, spomni se name.
Francesca Sibilla, nata a Gorizia il 9 maggio 1979, dopo la laurea in Scienze internazionali e diplomatiche conseguita a Gorizia ha iniziato da subito a lavorare nell’ambito della cooperazione internazionale e allo sviluppo in America Latina, Africa e nei Balcani come volontaria e a livello istituzionale all’interno di Programmi cofinanziati dai fondi europei. Attualmente impegnata nella gestione di fondi comunitari all’interno del programma Interreg Italia-Slovenia presso la Regione autonoma FVG, continua il suo impegno nel mondo del volontariato. Con la casa editrice Albatros di Roma ha pubblicato nel 2018 per la collezione NuoveVoci - STRADE la mia prima opera “Vi voglio bene lo stesso” grazie alla quale mi sono stati conferiti alcuni premi letterari e diplomi al merito. Con la medesima casa editrice ha pubblicato nel 2020, sempre per la collezione NuoveVoci –narrativa/STRADE, la seconda opera “Vi voglio bene ma #stateacasalostesso. Diario di una quarantenna” durante i primi mesi di isolamento che hanno contraddistinto il “periodo COVID” che va da marzo a maggio 2020. Questi lavori trattano in maniera sarcastica ed ironica alcune vicissitudini e racconti sotto forma di autobiografie divertenti sperimentati dall’autrice durante i viaggi di lavoro e volontariato effettuati dopo gli studi. L’ultima opera differisce dalle precedenti. Si tratta di una raccolta di testimonianze da parte di donne che hanno vissuto il confine negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, tra la città di Gorizia e Nova Gorica, celebrate congiuntamente lo scorso 8 febbraio 2025 Capitale Europea della Cultura 2025 #GO! 2025. Il confine che separa l’Italia dalla Slovenia è stato teatro di esperienze sia felici che dolorose. La gente del posto preferisce dimenticare piuttosto che riportare alla memoria gli orrori della guerra e le divisioni forzate che ne sono derivati. L’ironia e le esperienze personali lasciano spazio in questa terza opera all’autenticità delle storie raccontate da 5 donne che hanno dato voce e condiviso i loro ricordi intervallate da brevi storie personali di confine vissute dall’autrice lontano da casa.