Festival internazionale delle arti visive ART CIRCLE

Kulturni center Lojze Bratuž - giovedì, 11 giugno 2026 - 18.00

Curatrice: Katarina Brešan, storica dell'arte

30 artisti internazionali provenienti da 16 paesi: Slovenia e Italia, Austria, Brasile, Repubblica Ceca, Croazia, Giappone, Cina, Corea, Ungheria, Messico, Germania, Polonia, Romania, Spagna, Turchia.

Leo Hainzl - Austria
Michael Kos - Austria
Philipp Renda - Austria
Rosa Roedelius - Austria
Thomas Baccaro - Brasile
Jan Vrabček - Repubblica Ceca
Tea Bičić - Croazia
Enzo Comin - Italia
Silvia Lepore - Italia
Stefano Ornella - Italia
Yoko Watanabe - Giappone
Dongbay - Cina
Kim Ga Eul - Corea
Lucza Zsigmond - Ungheria
Daniela Jauregui Servin - Messico
Lena Feldmann - Germania
Violetta Richard - Germania
Stefanie Schmeink - Germania
Marcelina Gron - Polonia
Zoia Delia Calinescu - Romania
Klemen Brun - Slovenia
Maša Gala - Slovenia
Anja Jerčič Jakob - Slovenia
Melania Kalz - Slovenia
Gregor Pratneker - Slovenia
Tajda Tomšič - Slovenia
Ana Corrales - Spagna
Murdo Ortiz - Spagna
Ceren Iren - Turchia
Gunes Cinar - Turchia

Il Festival internazionale delle arti visive Art Circle, fin dalla sua nascita nel 2011, ha ospitato nelle proprie residenze numerosi artisti provenienti da tutto il mondo. Da questa ricca esperienza è nata un’importante collezione che l’associazione KUD Manifest presenta in mostre in patria e all’estero. Per la prima volta il Festival si presenta con i suoi artisti al Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia. Per questa occasione, dal vasto patrimonio della collezione sono state selezionate opere che pongono l’attenzione sulla natura, sul paesaggio e sul micro e macrocosmo. Le artiste e gli artisti, provenienti dal Messico al Giappone, dalla Germania alla Turchia e da molti altri Paesi, continuano a trarre ispirazione dall’ambiente naturale, dalla flora e dalla fauna, muovendosi liberamente tra figurazione e astrazione, con tutte le sfumature intermedie. Si immergono nelle profondità marine, esplorano spazi visibili soltanto attraverso la lente di un microscopio oppure si lasciano trasportare dall’immaginazione negli sconfinati spazi dell’universo, tra pianeti e stelle. Oggi queste opere d’arte rappresentano un riflesso del pensiero contemporaneo sulla natura: si intrecciano con la scienza, con visioni critiche della società e con urgenti questioni ecologiche, ma possono essere anche semplicemente espressioni poetiche individuali o una sintesi di tutti questi elementi. Nelle arti visive il genere del paesaggio vanta una storia lunga e articolata. Nel corso dei secoli si è trasformato insieme alla società umana e alle sue esigenze di esprimere idee e valori specifici. Per lungo tempo, inoltre, non è esistito come genere autonomo. Con l’eccezione dell’antichità, il paesaggio, pur nelle sue rappresentazioni più maestose, fino al tardo Rinascimento ha svolto principalmente il ruolo di sfondo per scene mitologiche, religiose e storiche. Solo nel XVII secolo gli artisti iniziarono a emanciparlo dalla presenza dominante della figura umana. Da allora fino a oggi, le modalità di rappresentazione della natura si sono sviluppate in direzioni straordinariamente diverse: dalla pittura tradizionale alle più innovative installazioni e pratiche concettuali, che possono includere elementi quali piante vive o persino cellule conservate in provetta. Il mondo è in continua evoluzione e con esso si trasforma anche il modo di rappresentarlo. 
Katarina Brešan, storica dell’arte.

Organizzazione: KUD Manifest